Ristrutturare un appartamento anni ’60: cosa conviene conservare?
Il caso di un appartamento di circa 130 mq a Montesacro, Roma, nel quale pavimenti originali in graniglia di marmo, nuove aperture e grandi porte vetrate hanno guidato la trasformazione.
Progetto: Studio Pianosi — Carlo Pianosi, architetto
Roma, quartiere Montesacro
Una casa nata per un altro modo di abitare
L’appartamento, di circa 130 mq, si trova in un edificio residenziale degli anni Sessanta nel quartiere Montesacro a Roma.
La distribuzione originaria rispondeva a esigenze domestiche diverse da quelle attuali: cucina separata dalla zona giorno, ambienti compartimentati, un solo bagno e impianti ormai da rinnovare.
La necessità di aggiornare la casa era evidente. Il primo interrogativo progettuale riguardava però cosa conservare e quali trasformazioni fossero davvero necessarie.
Da questa domanda è iniziato il progetto.
Non cancellare tutto
Non conserviamo per nostalgia. Conserviamo quando ciò che esiste può diventare parte del nuovo progetto.
La prima lettura dell’appartamento ha messo in evidenza la qualità dei pavimenti originali in graniglia di marmo: cromie differenti, una superficie capace di raccogliere la luce e un carattere che meritava di partecipare alla trasformazione della casa.
Abbiamo scelto di partire da questa materia esistente, mettendola in relazione con nuove aperture, porte vetrate e arredi contemporanei.
Il pavimento diventa materia del progetto
Nella zona giorno, la graniglia grigia e nera dialoga con le superfici bianche della cucina, il legno del tavolo e le sedie in acciaio. Nel disimpegno, il pavimento chiaro accompagna la luce che attraversa le porte vetrate.
Le diverse cromie conservano il carattere degli ambienti originari, mentre le nuove aperture li mettono in relazione. Il pavimento diventa così uno degli elementi che guidano la scelta dei materiali e dei colori del progetto.
Restaurare invece di sostituire
Conservare i pavimenti originali ha richiesto un intervento di recupero: restauro delle superfici, ripresa e stuccatura delle fughe dove necessario e successiva lucidatura.
Il lavoro ha restituito alla graniglia continuità e capacità di riflettere la luce, valorizzando le diverse cromie presenti nella casa.
Il pavimento recuperato è diventato così la base sulla quale far convivere la materia degli anni Sessanta e i nuovi elementi del progetto.
Portare la luce più lontano
Conservare i pavimenti non ha significato mantenere immutata la distribuzione della casa. Il progetto ha ripensato passaggi e aperture, creando nuove relazioni tra gli ambienti.
Le porte vetrate Rimadesio permettono alla luce di raggiungere anche gli spazi di passaggio. Nell’ingresso, il vetro traslucido lascia filtrare la luminosità e mantiene la riservatezza degli ambienti.
La graniglia chiara recuperata raccoglie questa luce e la restituisce nello spazio, diventando parte della trasformazione.
Reinterpretare gli anni Sessanta
Nel bagno originario, il nero del pavimento e il rosa delle pareti esprimevano un gusto riconoscibile degli anni Sessanta. Il nuovo progetto riprende questa combinazione cromatica e la interpreta attraverso materiali e dettagli contemporanei.
Il mosaico Bisazza rosa e nero definisce superfici, nicchie e geometrie, trasformando il ricordo del bagno esistente in un nuovo ambiente.
Il legame con la casa originaria passa così anche attraverso il colore: una continuità che accompagna il rinnovamento degli spazi.
Conservare non significa rinunciare a trasformare
Nell’appartamento di Montesacro, i pavimenti recuperati, le nuove aperture e il mosaico del bagno raccontano modi diversi di lavorare sull’esistente: restaurare una materia, ripensare gli spazi, reinterpretare un colore.
Ristrutturare una casa degli anni Sessanta richiede di riconoscere ciò che merita di restare e capire come farlo convivere con le esigenze di oggi. Da queste scelte nasce un progetto capace di conservare il carattere della casa e renderla più adatta a chi la abita.
Conviene sempre conservare i pavimenti originali?
La scelta dipende dalle condizioni del pavimento, dalla qualità del materiale e dagli interventi previsti. Occorre valutare eventuali distacchi, le parti mancanti e la compatibilità con la nuova distribuzione e con il rifacimento degli impianti.
Una graniglia in buone condizioni può contribuire al carattere della casa. Il recupero, però, va confrontato con le alternative anche in termini di lavorazioni e costi: conservare non significa automaticamente spendere meno. Un sopralluogo permette di capire se e come integrare il pavimento nel nuovo progetto.
Che cosa può diventare la tua casa?
Se stai pensando di ristrutturare un appartamento a Roma, possiamo partire da ciò che esiste: gli spazi, i materiali e le tue esigenze.
Durante una prima consulenza gratuita, in studio oppure online, possiamo confrontarci sulle trasformazioni che immagini e sui primi aspetti da approfondire. Puoi portare una planimetria e alcune fotografie della casa.
Ti aspettiamo da Studio Pianosi, in via Cimarra 28B, nel Rione Monti a Roma.
